lunedì 19 settembre 2016

Recensione: "Quando l'amore chiama" di Mila Orlando

Vi ricordate di "Quando l'amore chiama" primo You Feel di Mila Orlando? Ebbene, i protagonisti ritornano nel nuovo romanticissimo romanzo, "Quando l'amore arriva". 


Quando l'amore arriva (Youfeel) di [Orlando, Mila]

Autrice: Mila Orlando
Genere: Romance
Pagine: 104
Formato: Ebook
Prezzo: 2,99
Edito: Rizzoli YouFeel


Alla fine di "Quando l'amore chiama" avevamo lasciato Bea e Luca alle prese con un amore appena nato, ma già forte. In "Quando l'amore arriva" li ritroviamo smaniosi di vivere appieno una relazione che ha sofferto la lontananza, pur senza affievolirsi.
Mentre Bea cerca di sconfiggere le proprie paure, i suoi collaboratori affronteranno un matrimonio delicato, a Positano, dove tutti gli imprevisti sembrano accadere in un unico colpo. Ginevra e Claudio lasciano la nebbiosa Milano per la soleggiata costiera amalfitana, dove tra scalinate pittoresche, ville a strapiombo sul mare e il profumo d'agrumi, troveranno lavoro e perderanno il cuore.

Ho avuto un rapporto squilibrato con questo romanzo, perché credo racchiuda delle grandi potenzialità non sfruttate completamente.

Andiamo con ordine, cominciando dai personaggi.

Ho adorato Ginny, una protagonista alla ricerca di se stessa, con un'idea su chi vorrebbe diventare e la voglia di migliorarsi. Ginevra non indugia nella propria bellezza, la dà per scontata come qualcosa di importante ma non fondamentale. Lei cerca altro, cerca quella grinta tipica di chi afferra i propri sogni, dopo una dura lotta per raggiungerli. E cerca il coraggio di fidarsi ancora dell'amore, dopo una brutta delusione.
Quando incontra Carl, un burbero ma affascinante fotografo, le scintille scoppiano subito. Due caratteri forti e feriti che si incatenano l'uno all'altro. Carl è un personaggio carismatico, che avrebbe molto da dire sulla solitudine del successo, sulla disperazione dopo la perdita, sulla voglia di rinascere.
Ho apprezzato ancora una volta Claudio che, in questo romanzo, ci mostra un lato più profondo e fragile, che si nasconde dietro la maschera di "love coach". Forse il passo migliore del libro è proprio quello che descrive il suo passato, un primo grande amore spezzato. Il suo corteggiamento con Alessandro, tra frecciatine e passi indietro, è stato intrigante.
Bea e Luca, invece, per quanto dolci, li ho trovati quasi ripetitivi. Come se l'autrice sentisse la mancanza dei suoi protagonisti e volesse tenerli con sé ancora un po'.

E voi direte fin qui è andato tutto bene. Allora cos'è che non ti ha convinta?
Ho due risposte: la prima è basata sui gusti personali, perciò prendetela con le pinze.

La scrittura di Mila Orlando è molto delicata, molto sentimentale. Le sue pagine hanno il sapore dei vecchi romance, in cui i personaggi erano concentrati sulla propria introspezione, sui sentimenti che sentivano nascere dentro. Per questo ho trovato destabilizzanti le scene hot, stonate in questo contesto.
Chi mi segue sa che non le apprezzo particolarmente, probabilmente per chi ami gli erotici certe scene erano la giusta conseguenza a tutti i flirt precedenti...

Il secondo appunto è sullo "spazio". I personaggi non hanno abbastanza spazio per esprimersi, restano incastonati e incastrati tra le love story dei loro amici. La loro passione ne risente, con un ritmo troppo veloce che non rende giustizia alla trama.
Prendiamo Ginny e Carl: passano da un primo momento di complicità a una stabilità nel loro rapporto che non mi sarei aspettata. Avrei atteso ulteriori tentennamenti e corteggiamenti. Entrambi sono personaggi con un intero universo dentro, con traumi e sogni da realizzare. Hanno la giusta caratterizzazione per riempire un romanzo intero, tutto per loro.
Lo stesso dicasi per Claudio e Alessandro. Lo chef mi sa ancora un po' di incognita, c'è tanto di non detto su di lui, mentre Bea e Luca sono gli stessi del primo romanzo. Li conoscevo già e mi sembra che abbiano sottratto un po' d'attenzione alle coppie nuove.

Credo che Mila Orlando abbia creato dei personaggi sfaccettati, intensi, con troppe potenzialità per coabitare nello stesso centinaio di pagine. Mi sarebbe piaciuta una trilogia, con un romanzo dedicato ad ogni coppia, pur riservando un posto speciale per ognuno degli amici. 

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